Tre variazioni sulla vita

Immagine dell'attore Ugo Dighero

Una serata tra amici... o forse no. L’astrofisico Henri e sua moglie Sonia, affermata avvocata finanziaria, aprono le porte della loro elegante casa parigina per un aperitivo con il professor Hubert Finidori e sua moglie Inès. In questo capolavoro di Yasmina Reza, una delle drammaturghe più premiate e rappresentate nel mondo, quella che sembra una tranquilla serata mondana prende presto una piega inattesa. Henri sta lavorando a un articolo sulla materia oscura e conta sull’appoggio dell’amico Hubert per portarlo a termine. Ma durante la serata, Hubert rivela che un altro ricercatore è in procinto di pubblicare sullo stesso argomento, scatenando la frustrazione di Henri. E mentre il pianto insistente del figlio risuona tra una portata e l’altra, le maschere della buona educazione cominciano a cadere. Elemento distintivo di questo testo di Reza, scritto nel 2000, è la sua struttura originale: la stessa serata viene raccontata tre volte, in tre variazioni, ognuna dal punto di vista di un personaggio diverso. Ogni nuova versione ci invita a cambiare prospettiva, sovverte gli equilibri e svela lati inaspettati della vicenda, rendendo la narrazione sempre più sorprendente. «Tre varianti di una stessa serata mostrano allo spettatore che la realtà cui assiste si manifesta nella sua effettiva interezza solo attraverso diverse versioni di sé» scrive Luigi Saravo, regista dello spettacolo. «Il testo si offre, così, come uno straordinario gioco interpretativo che si muove su un registro di tragica comicità, capace di rimodellare il punto di vista dello spettatore e offrirgli chiavi insperate per poter accedere a una visione profondamente ironica della realtà. Seguendo questo straordinario gioco, l’autrice, passo dopo passo, ci conduce attraverso le aspirazioni e le vanità dei suoi personaggi, come si trattasse di un viaggio all’interno di una delle galassie di cui nel testo si parla, fino a raggiungerne il buco nero che vi giace al centro, ovvero il senso drammaticamente comico della nostra solitudine».

di Yasmina Reza
traduzione Rita Cirio
con Ugo Dighero, Mariangeles Torres, Alberto Giusta e Laura Mazzi
regia Luigi Saravo
aiuto regia Cristian Maria Giammarini
scene Luigi Saravo
luci Cesare Agoni
costumi Bruna Calvaresi

produzione Centro Teatrale Bresciano, ArtistiAssociati Centro di Produzione Teatrale, CMC/Nidodiragno, Fondazione Atlantide Teatro Stabile di Verona

durata 90 minuti

05.03 2027
20:30
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