WORDBOX - Alex

Una vita in prima linea, sempre: senza sconti, senza omertà, senza mai chiudere gli occhi, tapparsi le orecchie o turarsi il naso. Alexander Langer, italiano sudtirolese di lingua tedesca ma di cultura cocciutamente mista, è stato il grande simbolo del ponte fra le culture, le etnie, i popoli, con la magnifica consapevolezza che solo il dialogo e l’abbattimento dei confini è la soluzione dei problemi che attanagliano il mondo: analista lucido e profetico, i suoi scritti restano un faro nella notte.
Amico di don Milani e di padre Balducci, in prima linea nella sua terra di confine, e al tempo stesso impegnato in Italia e in Europa, Alexander Langer – detto Alex per sua scelta, per essere a cavallo tra le due lingue madri della sua vita – è una spina nel fianco. Ci ricorda colpe e responsabilità, sempre intrecciando i problemi più diversi e apparentemente lontani: terzo mondo, crisi idrica, ambiente, sfruttamento del pianeta, intreccio delle culture, diritti, pace e convivenza.

Bolzano, Sala Danza, dal 28 al 31 maggio ore 18:00

ALEX
Vita e morte di Alexander Langer

di Francesco Niccolini
con Dimitri Frosali
regia Francesco Niccolini

28.05 2026
18:00
Bolzano Teatro Comunale - Sala Danza
29.05 2026
18:00
Bolzano Teatro Comunale - Sala Danza
30.05 2026
18:00
Bolzano Teatro Comunale - Sala Danza
31.05 2026
18:00
Bolzano Teatro Comunale - Sala Danza

Una vita in prima linea, sempre: senza sconti, senza omertà, senza mai chiudere gli occhi, tapparsi le orecchie o turarsi il naso. Alexander Langer, italiano sudtirolese di lingua tedesca ma di cultura cocciutamente mista, è stato il grande simbolo del ponte fra le culture, le etnie, i popoli, con la magnifica consapevolezza che solo il dialogo e l’abbattimento dei confini è la soluzione dei problemi che attanagliano il mondo: analista lucido e profetico, i suoi scritti restano un faro nella notte.
Amico di don Milani e di padre Balducci, in prima linea nella sua terra di confine, e al tempo stesso impegnato in Italia e in Europa, Alexander Langer – detto Alex per sua scelta, per essere a cavallo tra le due lingue madri della sua vita – è una spina nel fianco. Ci ricorda colpe e responsabilità, sempre intrecciando i problemi più diversi e apparentemente lontani: terzo mondo, crisi idrica, ambiente, sfruttamento del pianeta, intreccio delle culture, diritti, pace e convivenza.
Cattolico francescano, ambientalista e di sinistra, innamorato di san Cristoforo e della necessità di prendersi il peso del pianeta sulle spalle prima che vada tutto in frantumi, Alex Langer ci ha lasciati troppo presto, consegnandoci in eredità un dolore che a distanza di trent’anni non si rimargina: «...me ne vado più disperato che mai» sono state le sue ultime parole, e insieme: «Non siate tristi, continuate in ciò che era giusto». Questo racconto partigiano cerca di tenere vivo quella fiamma, nel suo ardore addolorato ma indispensabile. Fino alla fine del mondo.

Francesco Niccolini

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