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Amleto

Amleto è l’incarnazione del dubbio per antonomasia, protagonista dell'omonima tragedia scritta da William Shakespeare probabilmente tra il 1600 e l’estate del 1602. Si tratta di uno dei testi più rappresentati nella storia del teatro con il quale si sono misurati anche i più grandi attori italiani – da Ermete Zacconi a Memo Benassi, da Renzo Ricci a Vittorio Gassman e Giorgio Albertazzi – nel momento della loro completa maturità artistica e notorietà che, però, generalmente non corrisponde anagraficamente con quella del più giovane e pensieroso principe di Danimarca.
L’edizione di “Amleto” firmata nel 1972 da Maurizio Scaparro, fondamentale direttore e regista del Teatro Stabile dal 1969 al 1975, rompe questa tradizione perché Pino Micol ha ventinove anni, che grosso modo coincidono con quelli pensati da Shakespeare per il suo personaggio (come molto giovane è Ofelia di Marina Zanchi). “Amleto giovane per i giovani” è infatti l’etichetta più ricorrente nelle recensioni dell’epoca. «Lo splendore di questo spettacolo – commenta l’autorevole traduttore e poeta Angelo Maria Ripellino – è la figura di Amleto interpretata dal giovanissimo Micol. Ne ho visti molti di Amleti nei paesi della Mitteleuropa. Micol però mi ha sorpreso per il dannato equilibrio con cui sa reggersi in bilico tra i modi selvatici del finto pazzo e le lucide riflessioni sulla follia, continuamente sgusciando dal falso umore lunatico per rompere in un aperto sarcasmo. Amleto di Micol è soprattutto uno studente di Wittemberg, incline ai sofismi, alle ipotesi, alieno dalle forzature del pathos. Ma il rovello del ragionare non lo tiene imbronciato e inerte ai margini della vicenda perché è lui a incendiarla». Riascoltare quello storico “Amleto” oggi significa scoprire l’attualità e la freschezza cristallina di un capolavoro senza tempo.

“Amleto” di William Shakespeare. Traduzione Angelo Dellagiacoma. Regia Maurizio Scaparro. Scene e costumi Roberto Francia. Musiche Giancarlo Chiaramello.
Interpreti: Fernando Pannullo (Claudio, re di Danimarca); Pino Micol (Amleto, suo nipote); Bruno Slaviero (Orazio); Giulio Pizzirani (Polonio); Agostino De Berti (Laerte, suo figlio); Luciano Roffi (Fortebraccio); Edoardo Nevola (Rosencrantz); Guido Rutta (Guildenstern); Antonio Paiola (Primo Comico); Franco Gamba, Piero Nuti (gli altri comici); Giampaolo Poddighe (Osrico); Franco Gamba (Bernardo); Antonio Paiola (Marcello)
Delia Bartolucci (Gertrude, regina e madre di Amleto), Patrizia Milani (Ofelia, figlia di Polonio). Teatro Stabile di Bolzano, 1972/1973


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