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Acciaierie

In “Acciaierie” la prospettiva narrativa affronta una capitolo fondamentale per la storia dell’Alto Adige. Il copione scritto sulla base di materiali storici, fonti scritte e orali, dai trentini Antonio Caldonazzi e Andrea Castelli, e dallo scrittore bolzanino Sandro Ottoni, ripercorre le fasi salienti della colonizzazione di Bolzano ad opera degli italiani. Il filo conduttore è la ricostruzione delle vicende dello stabilimento delle Acciaierie, dal fascismo agli anni Sessanta, ossia dalla sua fondazione ai primi segnali di lotta operaia, passando attraverso le vicende della guerra. Nel testo, costruito sull’abile e funzionale montaggio di diverse scene di impianto epico, si alternano reali frammenti di vita quotidiana animati anche da situazioni comiche e drammatiche. Il punto di vista narrativo assunto coincide generalmente con quello degli operai, uomini provenienti dal Veneto e dal Trentino che abitavano le casette semirurali del rione Dux; mentre tecnici e dirigenti erano lombardi.
Così in “Acciaierie” si rivivono, tramite l’assunzione delle parlate dialettali delle terre d’origine, semplici storie popolari di miseria e alienazione, in cui si annodano i sogni di benessere alimentati dalla propaganda di regime e le speranze in un contesto lavorativo difficile e causa di molte delusioni che comunque finiscono per sviluppare un forte attaccamento anche sentimentale alla fabbrica stessa.
«Abbiamo cercato di descrivere le emozioni attraverso gli occhi degli operai, molti ancora vivi – spiegava il regista Antonio Caldonazzi alla vigilia del debutto nell’aprile 2009 –. Abbiamo cercato di non essere completamente tragici in scena, ma di trasmettere il grande amore di questa fabbrica che molti operai provano e vanno fieri di averci lavorato dentro».
Il coinvolgimento nell’ascolto di “Acciaierie” è garantito dalla limpidezza e dalle sfumature delle voci degli esperti Andrea Castelli, Sandra Mangini, Fabrizio Martorelli e Giovanni Sorenti.

“Acciaierie” di Antonio Caldonazzi, Andrea Castelli, Sandro Ottoni. Regia Antonio Caldonazzi. Luci Lorenzo Carlucci. Scene e costumi Roberto Banci. Regia Antonio Caldonazzi.
Con Andrea Castelli. E con Sandra Mangini, Fabrizio Martorelli, Giovanni Sorenti
direttore di scena Tonino Lioi, capo macchinista Michele Borghini, capo elettricista Lorenzo Carlucci, fonico Luca Bortolotti, sarta Francesca Villani, assistente alla regia Andrea Brandalise, rammentatrice Maria Pia Zanetti, scene Starcenterprise&CO, costumi Tirelli, calzature Pompei 2000. Teatro Stabile di Bolzano, Stagione 2008/2009

 


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